Rasoio di Occam (Novacula Occami in latino) è il nome con cui viene contraddistinto un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of Ockham, noto in italiano come Guglielmo di Occam. Tale principio, ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno [1] , nella sua forma più immediata suggerisce l’inutilità di formulare più teorie di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi. La metafora del rasoio concretizza l’idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare con tagli di lama e mediante approssimazioni successive le ipotesi più complicate. In questo senso il principio può essere formulato come segue: « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire » (Guglielmo di Occam) La formula, utilizzata spesso in ambito investigativo e – nel moderno gergo tecnico – di risoluzione di un problema, recita: (LA) « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. » (IT) « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. » oppure (LA) « Pluralitas non est ponenda sine necessitate. » (IT) « Non considerare la pluralità se non è necessario. » oppure ancora (LA) « Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora. » (IT) « È inutile fare con più ciò che si può fare con meno. » http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam



